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Appunti e notizie sul territorio di Arma e Taggia - Antichi Pittori


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Francesco Brea, Giovanni e Luca Cambiaso

Non si sa precisamente di chi fosse figlio il pittore Francesco Brea di Nizza. Nei manoscritti del Bonifaci (del principio del secolo scorso), si trova la nota seguente: « 1529 - 8 gennaio - Franc. Brea pittore figliuolo di Ludovico ». Il Cais de Pierlas lo suppone figlio di Antonio Brea e quindi nipote di Ludovico. Si sa solo che Ludovico aveva una figlia di nome Francesca, come appare da un atto (pubblicato dal Bres), dal quale risulta che costei sposò il 7 gennaio 1511 un certo Antonio Carelli di Nizza.
Francesco Brea abitò molto tempo a Taggia. Su una pagina del Racionario del Convento di Taggia, trovata per caso dal Can. Vincenzo Lotti, leggesi:
Item magistro Francischo Brea de nicia pro medietate anchone scuta decem... lib. 103 soldor, 10.
Item d. pro solut. mag. Francischo brea pro completa solutione anchone libras centum tres cum dimidia sive lib. 103 sold. 10.

Segue a queste note la data 8 agosto 1538.
Non si sa però quale sia l'ancona alla quale si riferiscono queste due note; forse qualcuna di quelle che si trovano nel coro della Chiesa.
Sui libri delle spese del Comune di Taggia, degli anni 1543-1544, si trovano delle note di somme pagate a Franc. Brea pel Crocifisso che doveva fare per la Chiesa e per altre pitture da lui eseguite nel nuovo palazzo Comunale.
Risulta però che nel 1544 egli abitava in Nizza.

Due documenti, entrambi in data del 4 febbraio 1547 (notaro G. B. Ardizzoni) ci fan conoscere che Francesco Brea lavorò a Taggia insieme a Giovanni Cambiaso col figlio Luca, allora ventenne, nell'esecuzione della tavola della Ressurrezione di Cristo che trovasi ora nel Coro della Chiesa Parrocchiale, e nell'esecuzione degli affreschi di S. Maria di Caneto, che nel 1780 furono stupidamente cancellati, ad eccezione di due figure che ancor si osservano e dinotano lo stile di Luca. Da un documento del 16 maggio 1547, pubblicato dall'Alizeri, risulta che a quest'epoca Francesco Brea era ancora a Taggia.

MDXXXXVII

In noie dni amen. M. Johannes cangiasius de porcifera et mag. franc. brea de nicia pintores et quilib. eor. in solid... sponte... promiserunt et promitunt R. d. marchus bergontius comendatarius beate marie de caneto superiori de tabia et m. barth. mollus ant. barbus duo bus ex massariis dicte ecclesie usque ad capelam sancti bart. et in illa depingere et facere omnia capitula et aliam imaginem secundo voluntatem ipsius d. marchi et massarij cum bonis figuribus et coloribus... et pro aro et caparo dict. m. Johannes et franciscus confessi sunt habuisse et recepisse a dicto d. marcho et sociis libras quinquaginta monete longe in peccunia numerata vissa etc. at sunt in colispons. scutor. quindecim auri Italie ipsis promissis p. dictis d. marcho et socijs pro dicta opera pingenda et fabricanda et dicti Johes et franc. promiserint eid. d. marcho et socijs depingere hinc ad festam resuretionis domini prox. vent. et si dicta opera fuisset plus extimata quam dictor. scutor quindec... usque in decemocto... q. tunc dict. d. march, e socii tenentur et obligati sint solvere eisd. m. Jo. et franc. dare et exbursare usque in dictor. scutor. decem octo etc. etc. Actum tabie in ecclesia sanctor. Jac. et Pho anno d.nice nat. MDXXXXVII indic. quinta die vener. feb. present. testib. dnico capono pet. et ant. rolando q. bart.

MDXXXXVII

In noie dni amen. M. Johannes cambiasus de porcifera et m. francischo brea de nicia pintores et qlibet eor. in solid... sponte... pmiserunt et pmitunt d. Jullo vivaldo priori societatis corporis X. de tabia pnti... facere et depingere anconam unam p. capella sacratissimi corporis X. de tabia cum illis figuris et colorib. et auro ut in qnadam apodixia hic imposita scripta manu dicti d. Julli lecta et pubricata p. dictum. d. Jullium pntem dict. Jo. et franc. ac etiam pntib. i. scriptis testib. et me not. inf. p. ptio scutor triginta auri Italie de quib. confessi sunt habuisse et recepisse libras centum dua m. long. in pecc. n.ata vissa p. me not. et test... at dicti m. Jo et franc. p.miserunt dicto Jull. facere dictam anconam hinc ad fest. resuretionis dn. p. v... Actum in ecc. beator. Jac et phi anno dnice nat MDXXXXVII ind. V die vener. quarta februarij pntib. testib. dnico capono pet. et ant. rolando bart. de tabia utroque.

Questi sono li patti quali hano fatto m. Joanne Cangiaso de Posevera et franc. brea pintori con la Compagnia del sacratissimo Corpo di Xpo in dipingere la Ancona de detta Compagnia et prima La detta Ancona sia alta palmi tresdece larga octo compresi li soi adornamenti di sotte di sopra et dalle bande Le collone di qua et di la siano di largessa como quelle della Ancona della Croce intagliate et de relevo doa ditta con le soa cornixe in alto et architravo tutto indorato con quelli lavori quali sono nel disigno quale resta appresso di noi fatto di soa mano intendandosi quella parte dove sono le collone quadre con la sua banchetta siano gisorie et tutto sia di oro in la Ancona sia la resuretione del nro Sre Yhu Xpo con quella perfectione sia possibile a loro tanto di figure quanto de colori in compagnia di lucheto figliolo del detto mo Joanne.

Prima nota su Francesco Brea

Il padre Calvi descrive un quadro esistente nella prima cappella a destra entrando, nella chiesa di S. Domenico, e lo dice eseguito nel 1543. Forse tale quadro è quello che si riferisce alla nota esistente nella pagina del libro di spese del Convento, trovata dal Can. Lotti, dalla quale risulta che fu pagata in due volte l'ancona eseguita da Francesco Brea di Nizza, e sembra riferirsi al 1538. La predella del quadro descritto dal Calvi è nella sacristia; i santi laterali sono ai lati del Coro; manca il quadro di mezzo. Ma anche l'ancona della cappella della Natività potrebbe esser quella dipinta dal Brea, se lo stile della lunetta che tuttora esiste di tal quadro fosse quello di F. Brea.
Sequitur autem sacellum Sancti Thomae Aquinatis et in palla est depictus S. Thomas sedens cum librum apertum... habens sub pedibus Averroem morem saracenorum inductum, habet que ad dextram et leva sanctum Antonium archiep. florentinum ex ordine nostro et sanctum Antonium Aegyptium abbatem; in parte superiori sunt S. Catharina de Senis et B. Osanna de Mantua. In inferiori vero aliqua gesta mirabilia ex vita S. Thome Aquinatis, ut eius lectio coram Pontifice summo et Praelatus, Rege et alijs laicis, qualiter cingulo cingitur ab angelis, et quando Crucifixus illum allocatus est, et fabricata fuit anno domini 1543.
L'atto 4 marzo 1545, notaro Giac. Revelli, ci fa noto che: Francischeta filia q. d. Stefani Segoini, ef uxor m. Francisci Brea de Nicia, fece procura al marito suo per vendere od affittare i suoi beni. Già il Bres aveva scoperto da un atto del 22 febbraio 1536 (notaro G. Barelli), che F. Brea era genero di Gioannetta vedova di Stefano Segoini di Nizza, rimaritata con Giov. De Gubernatis di San Martino. Ma non si è ancor potuto accertare se Francesco fosse figlio di Ludovico Brea o di suo fratello, e neppur si sa se il fratello di Ludovico fosse Antonio o Pietro Brea.

Seconda nota su Francesco Brea

Un atto recentemente scoperto nelle filze del notaro Antonio Rolando, ci fa conoscere che Francesco Brea eseguì un quadro verso l'anno 1543, data indicata dal padre Calvi nella Cronaca del Convento, e riferentesi al quadro eseguito per la cappella di S. Tomaso. Il che ci da quindi a conoscere, che furono veramente due i quadri eseguiti da Francesco Brea per la chiesa di San Domenico, e cioè, uno nel 1538, come risulta dalla nota del libro dei conti, e l'altro nel 1543 come risulta dalla Cronaca ed è conformato dal documento del 1542 che crediamo utile riportare in parte:
In nomine Domini Amen. Anno a nativitate eiusd. MDXXXXII indic. XV die mart. XXIIII mens. octob. M. Franciscus Brea pictor ex una parte et Eduardus Curlus ex altera approbant. instrument. inter eos factum et tam ipse edoardus suo nomine quam nomine et vice Jullie uxoris sue de quodam anchona in uno quadro fienda et depingenda pro ut in ipso instrumento continetur ad cautelam ipse franciscus...
Et pro eo et eius precibus et mandato solvere intercessit et fideiussit pctrus Johannes Vivaldus quond. domin. percivalis de tabia...

Il quadro eseguito da Francesco Brea nell'anno 1538, ci sembra debba essere quello già esistente nella Cappella della Natività che aveva molta somiglianza nella conformazione della cornice, con quello della Crocifissione di Ludovico Brea, esistente nella chiesa di Cimella, vicino a Nizza, con la data del 1512.
Altro nuovo documento è quello trovato negli atti dello stesso notaro A. Rolando, dal quale si viene a conoscere che il 14 aprile 1545 Francesco Brea vendette in Nizza una bottega con una sala.
Era forse questa una parte dell'antica casa, della famiglia dei famosi artisti nizzardi, della quale ci diede pel primo notizia il Signor Scoeffer e che fu identificata colla casa che corrisponde al numero civico 14 della Rue Barrilaria. Crediamo perciò interessante riportare le parti più importanti di quest'atto, anche perché risulta dallo stesso che la casa abitata in Taggia dal predetto pittore era situata nella località detta Confraria, mentre si sa dell'atto 16 Maggio 1547 pubblicato dall'Alizeri, che la sua bottega era in contrada putei.
In nomine domini Amen. Anno a nativit. eiusdem MDXXXXV indicione III die II mens. maij.
Francischeta filia q. stephani segoini uxor magistri francisci bree pictoris in presentia cum auctoritat. consens. et voluntat. dicti francisci viri sui present. volent. et consent. sciens et certam scientiam et noticiam habens quod dict. francisc. brea eius vir civis nicie vendiderit magistro petro vilardi de nicia unam totam apotecam cum sala prima domus ipsius francisci sita in civitate nicie in carreria barrilaria confin. cum domo Jo: Singueti a tramontana cum domo Isabele bree etc. Et pro precio florenorum quinquecent. triginta trium promiss. q. dict. francisc. de racto pro francischeta ipsa eius uxor absente a civitat. nicie quod ratificabit dictam vendicione et omnes et ipotec. eid. competent. super dicta apoteca et sala remit. ac teneb. dicto vilardi de evitione dicte apotece ac sale constante instr. sumpto per egregium petrum de rapallo notarius de nicia sub anno presenti di XIIII aprilis ut asseritur...
Actum tabie in contrata confraria in domo habitacioni ipsorum m. francisci et francischeta solita presentibus testibus ad hec vocatis et rogatis simone arnaldo et bartolomeus pelicia de tabia utroq.



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