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Appunti e notizie sul territorio di Arma e Taggia - Antichi Pittori


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Pier Francesco Sacchi

Per quanto ci risulta, nessuno ha prima d'ora scoperto che a Taggia nella chiesa di San Domenico esistesse un'opera di Pier Francesco Sacchi, celebre pittore di Pavia, allievo di Ludovico Brea.
Solamente l'Alizeri riporta per intiero un atto in data 24 gennaio 1525, di ordinazione di un quadro, stipulato fra questo pittore ed il sacerdote Bonifacio Roggeri di Taggia, capellano della cattedrale di Genova, ma non fa parola del quadro. Riportiamo la parte principale di quell'atto:
...primo in medio immaginem Beate Marie Virginis a latere dextro imaginem Sante Marie Magdalene et Sancti Antoni ordinis predicatorum et a latere sinistro imaginem sancte Marte et sancti Bonifaci et in sub bancha dicte majestatis promissit facere sen pingere ministeria sancte Marie Magdalene cum uno ex ministeriis sancte Ursule...
Questa descrizione confrontata con quella che abbiamo già riportato dalla Cronaca del Calvi, riguardante la cappella di S. Maria Maddalena, contiene alcune differenze nell'indicazione dei nomi dei varii santi, e cioè, trovasi in quella indicato San Filippo apostolo invece di San Bonifacio, e San Domenico invece di S. Antonino. Probabilmente è questo un equivoco del cronista, il quale confuse i due santi per la somiglianza del vestire.
Ma il quadro descritto dal Calvi e dal documento surriferito, non esiste più nella chiesa di San Domenico in Taggia e solo esiste la banchina o predella, nella quale si ammirano parecchi piccoli quadri bellissimi, rappresentanti S. Sebastiano e S. Rocco, Santa Maria Maddalena, la Risurrezione di Lazzaro, S. Massimino, San Lorenzo con un altro santo.
In queste pitture si riconosce in modo evidente lo stile di Pier Francesco Sacchi: paesaggi bellissimi, forza e solidità di colore, finezza accuratissima di dettagli, sicurezza e nettezza di contorni.
Questo pittore lavorò in Liguria e in Lombardia, dal 1512 al 1528 in cui morì di peste a Genova mentre lavorava in un quadro, nella chiesa di San Celso e Nazaro, quadro che fu poi terminato dal pittore Augusto Bombelli di Valenza.
Di Pier Francesco Sacchi si conoscono alcuni quadri esistenti al Museo del Louvre, ed in quello di Berlino, a Genova nella chiesa di S. Maria di Castello dove si ammira un capolavoro eseguito nel 1526, rappresentante la Vergine adorata dalla famiglia Botto e da parecchi santi. Nell'oratorio di San Sebastiano nella stessa città, esiste dello stesso pittore, un S. Antonio con S. Paolo e S. Ilarione eremita, con predella portante l'iscrizione: Petri Francisci Sacchi opus 1523. A Pegli nella chiesa degli Olivetani esiste un quadro rappresentante la Deposizione dalla Croce nella qual opera il Sacchi si dimostra un abile paesaggista paragonabile ai migliori artisti fiamminghi (1527).
Il quadro già esistente nella chiesa dei Domenicani, descritto nella Cronaca del padre Calvi, è forse scomparso nell'epoca della soppressione dei conventi nel secolo scorso, nella quale occasione volevasi trasportare via anche il quadro grandioso della cappella Curli. È per opera di Giovanni Ruffini se questo quadro rimase al suo posto, essendo il Ruffini erede dei Curlo che avevano la proprietà e i diritti di sepoltura in questa cappella. Può darsi adunque che il quadro di Pier Francesco Sacchi si ritrovi in qualche museo.



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