Costa Armedana

Mare, campagna, monti, poi di nuovo il mare e i monti... e infine il mare, lo spazio, il respiro, gli orizzonti sempre diversi, l'infinito che ci avvolge... Il percorso che conduce dalla costa su nell'alta Valle Argentina, fino a toccare con un dito le Alpi Liguri, è un viaggio attraverso i luoghi dimenticati del nostro essere. È come ritrovare, nell'incanto che ci circonda, la memoria dei sogni della nostra infanzia, dei sogni vissuti, dei sogni infranti.
Valli che scendono verso il mare, fino a tuffarsi nel blu: il paesaggio è qui!
G.B.


Nell'estremo Ponente Ligure, al centro della Riviera dei Fiori, al confine col Comune di San Remo, si affaccia sul mare la cittadina di Arma, centro balneare importante, frequentato da un turismo internazionale già a fine '800.

Arma si distingue per la mitezza del clima e per l'aria salubre. La sua sabbiosa spiaggia si estende per 45.000 mq. lungo una insenatura che si prolunga per oltre due chilometri, fin sotto a Bussana Mare.
Il suo mare è talmente trasparente e pulito che per oltre dieci anni è stato insignito della bandiera blu d'Europa.
Nelle sue acque trovano un habitat ideale balenottere e delfini, protetti dalla recente istituzione del Santuario dei Cetacei, compreso fra la Costa Azzurra, la Corsica e le coste della Toscana.
Il Comune è formato da due località ben distinte: Arma, sul mare, con una delle spiagge più belle della Riviera, certamente più conosciuta e apprezzata di Taggia, che si trova a circa tre km nell'interno, il cui centro storico sarebbe da rivalutare e risanare, con una buona manutenzione degli edifici, perché attualmente è in uno stato un po' trascurato...

Mentre Taggia, nel corso dei secoli, non ha subìto cambiamenti radicali, Arma, al contrario, ha dovuto adattarsi alla realtà del tempo e al progresso che incalzava, e che ne hanno stravolto la propria identità.
Alcuni amministratori poco lungimiranti, e poco sensibili, dalla fine dell'ultima guerra ai giorni nostri, hanno consentito il degrado progressivo di questa parte d'Italia che era apprezzata in special modo dagli inglesi e in seguito dai tedeschi e dagli scandinavi.

 

 



LA RAGAZZA CON IL BRACCIALE DI CONCHIGLIE

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"La ragazza con il bracciale di conchiglie" è il titolo del primo romanzo giallo di Giorgio Bastiani.
L'autore vive ad Arma di Taggia e ha ambientato il racconto a Triora, nello stupendo scenario dei vicoli del centro storico e nei dintorni della "Cabotina".

Perché al maresciallo Luca Baudino, comandante della stazione dei carabinieri di Triora, è stato attribuito dai suoi concittadini il soprannome di “Maresciallo delle streghe”?
Quale significato si cela sotto questo appellativo? E perché una donna enigmatica che si autodefinisce l'ultima strega sostiene che il militare reca sul viso un segno magico?
A Baudino certe cose non interessano. Non crede nei miti. Ha cose più importanti e concrete a cui pensare, per esempio indagare sulla morte di un suicida, un giovane di nome Giulio Pastorelli. Le apparenze a volte ingannano e il sottufficiale si convince sempre di più che è un caso di omicidio. Ma perché il ragazzo sarebbe stato ucciso? È questa la domanda alla quale il maresciallo sente il dovere di dare una risposta.
Dalla sorella di Giulio, Baudino viene a sapere che il fratello era omosessuale.
Anna è una bella ragazza che ha un debole per il giovane militare e cercherà in tutti i modi di sedurlo.
Alcuni episodi di vita quotidiana strappano più di un sorriso, durante i battibecchi ironici tra il maresciallo di origini piemontesi e il brigadiere bergamasco “doc”, che sorprende il suo superiore con proverbi inventati.
Per il sottufficiale, poco abituato alle mulattiere ripide dei borghi liguri, districarsi tra l'intreccio dei vicoli stretti e le volte buie non è semplice, dal momento che il dramma si svolge nei dintorni della “Cabotina”, un luogo sinistro e misterioso, che gli abitanti di tanto tempo fa credevano fosse la dimora delle streghe.

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NIENTE È COME SEMBRA

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"Niente è come sembra" è il titolo del secondo romanzo giallo di Giorgio Bastiani.
Anche questo racconto è ambientato a Triora.

La quiete dell'alta valle Argentina è scossa dalla sparizione di un ragazzo.
Il maresciallo Luca Baudino dovrà vedersela con due famiglie particolari con visioni diverse sulla conduzione familiare.
Da una parte, c'è una madre che crede sia giusto educare il figlio Michele senza doverlo assillare con la sua presenza, ma giunge a trascurare ciò che fa e chi frequenta.
All'opposto, un padre padrone vorrebbe avere il controllo totale sulla figlia Roberta e decidere in vece sua che fare della propria vita.
Il ragazzo scomparso è Michele ed è innamorato di Roberta, ma il padre di lei non ne vuole sapere, perché considera il giovane un fannullone e un amorale.
Di solito, niente è come sembra e il maresciallo dovrà muoversi tra personaggi astiosi e menzogneri.
Alcuni elementi appaiono subito chiari, anche se non altrettanto chiaro è come farli combaciare: Michele era coinvolto in qualcosa di poco lecito e aveva a che fare con amici discutibili; Roberta e la sua amica Alessandra non sono le amiche inseparabili che vorrebbero far credere, e soprattutto la seconda ha molto da nascondere.
La verità verrà fuori dopo diverse e complesse indagini, tra cui false piste.
Anche in questo episodio il maresciallo avrà a che fare con Amelia, la strega tuttofare di Triora. Il capitolo dedicato all'occulto è stato relegato in appendice, perché con la storia non c'entra niente, ma la donna è riuscita a coinvolgere il carabiniere in una fantastica teoria che pone Triora al vertice di un triangolo magico.

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STORIE DI POLLAIO NEL "VILLAGGIO DELLE TRE LUNE"

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Al tempo della nostra storia, il "Villaggio delle Tre Lune" si trovava tra la "Fattoria della Spiga Gialla" e la "Masseria delle Castagne Secche", in una valle verde e rigogliosa, con tante piante e fiori di ogni specie, attraversata da un piccolo e fresco torrente.
Il capo del Villaggio era un gufo, che oltre a essere il sindaco aveva anche l'incarico di giudice a vita.
Tutti gli abitanti dovevano obbedire alle sue leggi, altrimenti venivano allontanati dall'aia, a brucare l'erba ai margini di un bosco molto pericoloso, abitato da una faina, famosa ladra di uova.
Soltanto un piccolo topo di campagna, alto poco più di un soldo di cacio, non aveva mai obbedito al gufo e alle sue leggi, neanche una volta. Viveva nella borgata lontano da tutti, in completa solitudine. Nessuno è mai entrato nel suo alloggio segreto, neppure il portalettere.
Ma perché, quando tutti lo incontravano, compreso il sindaco, provavano un terrore folle nel vedere quel piccolo roditore?
Quell'essere minuto aveva infatti una fama terribile e misteriosa, che verrà svelata soltanto ai lettori che avranno avuto il coraggio di leggere fino in fondo la storia della sua vita.
Egli era anche l'investigatore del villaggio, incaricato delle indagini sui reati che ogni tanto avvenivano nella comunità. Con lui, i criminali non la facevano mai franca. In questo era ed è ancora oggi il numero "uno".
Se cercherete in Internet qualcosa su "Topo John", non troverete nulla, perché la sua scheda è classificata "Top Secret" dai servizi segreti di tutto il mondo.
I racconti hanno come protagonisti animali "comuni", che tutti i bambini conoscono e che si incontrano per le strade di campagna, nei cortili e nelle aie delle fattorie.
Alla fine di ogni storia c'è una morale.
Concludono le favole due racconti: "Le dimissioni", un misto tra fiaba e favola, un po' dissacrante, e "Una scelta saggia", fiaba classica.

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