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CALCIO? NO, GRAZIE!

IN QUESTO SITO NON SI PARLA DI CALCIO!

Perché?

Perché il calcio è corrotto.

Perché parlare di calcio vuol dire parlare del nulla!

Perché chi guarda il calcio si ricorda di essere italiano ed espone la bandiera solo se l'Italia vince ma non la espone quando l'unità d'Italia compie 150 anni! Alcuni cretini festeggiano andando a spasso con la bandiera sulle spalle, mentre altri idioti rovesciano auto e cassonetti: la mamma degli stupidi è sempre incinta!

Perché solo un idiota potrebbe vedere 20 individui correre avanti e indietro in un campo per 90 minuti a tirar calci ad un pallone senza addormentarsi nel primo minuto.
Meglio un buon libro, della buona musica, un film appassionante, un documentario istruttivo!


Perché il calcio è come la guerra: sottrae gli uomini alle loro donne, salvo quei pochi casi in cui esse sono altrettanto appassionate, ma ci sentiremmo tuttavia in dovere di parlare di creature ibride, a metà tra la donna e il camionista (senza alcuna offesa per il lavoro indispensabile dei camionisti: è solo un esempio, avremmo potuto dire "...tra la donna e un mugnaio...").

Il calcio non ha più nulla da dire, si è esaurito completamente, è già stato visto tutto ed è tutto ripetitivo: il bel gol, il brutto gol, il fuorigioco, il portiere bravo, quello stupido, quello furbo, il giocatore fenomeno (?), l'arbitro venduto, il giocatore falloso, il guardalinee di parte che non vede. Qualcuno continua a sostenere che il calcio sia il più bel gioco del mondo. Solo un idiota potrebbe affermare ciò, dato che è lo sport più ripetitivo di tutti gli altri sport messi assieme e "inquisito" come non mai, perché è marcio!

Frank Zappa un giorno disse: "Il giornalismo calcistico è fatto di persone che non sanno scrivere, che intervistano persone che non sanno parlare, per persone che non sanno leggere".

Gli uomini vanno allo stadio, tornano a casa e sono troppo stanchi per qualunque attività al di fuori dello stravaccarsi sul divano a vedere in televisione i gol che hanno già visto dal vivo e sentire persone, che possono essere o competenti o in grado di esprimersi in italiano comprensibile ma non entrambe (alla prima categoria appartengono gli ex calciatori, alla seconda i giornalisti).
Già, i giornalisti. In certe sere alcuni giornalisti cosiddetti "sportivi" sono capaci di parlare per ore e ore di calcio senza arrivare al dunque, parlano del nulla, si agitano, urlano, si insultano, come se il pallone fosse il "salvatore" della patria. Queste persone hanno perso il senso della misura, il senso della realtà. Nel mondo reale, quello vero, c'è una crisi economica che ci sta portando sull'orlo di una recessione senza precedenti, c'è gente, padri di famiglia che perdono il lavoro, attività commerciali che chiudono i battenti per colpa di una pressione fiscale oltre ogni misura, la più alta d'Europa, dato che ci troviamo in un regime poliziesco-fiscale, dove gli imprenditori, i commercianti vengono considerati dei possibili evasori e quindi "delinquenti". Salvo poi ascoltare in TV che la maggior parte dei deputati ha rubato, ruba, e continuerà a rubare, perché loro (la casta privilegiata) si sentono al di sopra delle leggi!
Molti pensionati vanno a rovistare nelle ceste dei mercati, alla ricerca di frutta e verdura scartate, anche marce o appassite. Queste scene le hanno viste tutti in TV, non senza sgomento e tristezza. Ma i giornalisti del calcio non se ne accorgono o se ne fregano, per loro conta solo il pallone, tutto il resto, tutti i problemi della vita reale scivolano nell'indifferenza dalle loro spalle... Bell'esempio di virtù.
Molti calciatori sono della stessa pasta: guadagnano milioni di Euro, alla faccia del pensionato INPS. Si pensi solo che lo stipendio annuale, con i vari premi, di alcuni calciatori chiamati dal piede "d'oro", potrebbe sanare le finanze di molti Paesi africani.

Chi segue il calcio è capace di discutere animatamente di gol in fuorigioco e falli di mano per ore intere, senza peraltro giungere ad alcuna conclusione, perché discutere del calcio è come discutere del nulla. Quelle discussioni sono esercizi di retorica vuota!

Da quando il calcio va a braccetto con gli interessi televisivi, assistiamo ogni settimana a un'esasperante frammentazione delle giornate di campionato, i cui incontri vengono "spalmati" tutta la settimana con il risultato che per tutti questi giorni è impossibile vedere o sentir parlare d'altro.

"Calciopoli" è una ragione talmente valida che si potrebbe fare a meno delle altre, perchè ha squarciato il velo d'omertà e ci ha mostrato la cruda realtà dei fatti: lungi dall'essere qualcosa di vagamente assimilabile a uno sport, il calcio è un grande business in cui niente o quasi è affidato al caso, un sistema in cui un pugno di società si spartiscono i guadagni e in generale tutto ciò che c'è da arraffare.
Dove "girano" tanti soldi "gira" anche tanta corruzione. Più soldi ci sono e più corruzione c'è. E dato che nel calcio girano troppi soldi, la corruzione aumenta a dismisura: è un'equazione inconfutabile. Il problema esiste da quando esiste il calcio, cioè da sempre! Riguardatevi la "Domenica sportiva" del 23 marzo 1980, per fare un esempio, fin da allora si parlava di corruzione, di indagati...
Il calcio italiano è al secondo posto nella classifica della corruzione, dietro all'Albania. È quanto risulta da un'analisi riservata di Sportradar, società leader mondiale nel monitoraggio delle quote e dei flussi di gioco, compiuta su oltre 400 bookmaker internazionali. Secondo il report, da giugno 2009 all'inizio di novembre 2012 (in sole 4 stagioni), le partite manipolate in Serie A, Serie B, Lega Pro e Dilettanti sarebbero state 70, cifra che proietta il "Belpaese" solo alle spalle dell'Albania, al comando con 97 segnalazioni. Alle spalle dell'Italia la Moldova, con 66, l'Estonia (46) e la Grecia (45). In coda alla classifica il Belgio, con una sola segnalazione, davanti a Olanda e Francia a quota due. C'è proprio da andarne fieri! Sarebbe il caso di chiedere asilo-calcistico al Belgio, all'Olanda, alla Francia (per chi non può fare a meno di un pallone)!
Qualcuno ha scritto: "La corruzione è parte costituente dei campionati di calcio". Parole sante!

Il calcio è un ottimo pretesto per far associare manipoli di delinquenti che si spacciano per tifosi e nel frattempo distruggono treni, tengono sotto scacco città intere, organizzano spedizioni da picchiatori fascisti e amenità di questo genere.
Sui quotidiani del 2 Giugno 2012 leggiamo intanto che il "Genoa" è in mano agli ultrà.

È assurdo, nonchè un insulto ai ragazzi che investono in qualcosa di più solido come un pezzo di carta (diploma/laurea), che un analfabeta (calciatore) venga ricoperto d'oro per correre dietro a una palla.
Molti calciatori (analfabeti) prendono stipendi da decine di milioni di Euro, alla faccia dei pensionati INPS che sopravvivono con poche centinaia di Euro al mese: una vergogna, indegna di un Paese che si professa "civile"!

Il Presidente Monti (30 Maggio 2012) suggerisce di "chiudere" il calcio per almeno due/tre anni. Prosegue affermando che «il mondo del pallone è diventato un concentrato degli aspetti più riprovevoli». Dopo qualche giorno, sempre sui quotidiani (2 Giugno 2012), gli fa eco il C.T. Prandelli, il quale a Zurigo dichiara: "Se serve restiamo a casa", e intanto nel test con la Russia, in vista degli Europei 2012, gli "azzurri" vengono "giustamente" umiliati con una sonora batosta, un bel 3 a 0 a favore dei Russi!
La sconfitta di Novembre 2011 con l'Uruguay fu definita un "incidente di percorso". Quella di Febbraio 2012 contro gli Stati Uniti fu considerata la "distrazione" di una Nazionale che non dà peso alle amichevoli.
Dalle mie parti, chi non rendeva sul lavoro veniva rimproverato, oppure veniva punito con una trattenuta sullo stipendio e nei casi più gravi anche licenziato. Nel calcio invece si continua a ricevere stipendi da nababbi anche se si gioca male, anche se la squadra perde, se la squadra viene retrocessa in altro girone: un vero insulto a chi da l'anima e il fisico in un lavoro onesto per poche migliaia di Euro al mese. Il calcio è una vera vergogna!

Il nostro auspicio è che vengano fatte altre indagini dalla magistratura, che scoperchino una volta per tutte la pentola di "calciopoli" e conducano allo scioglimento delle società, all'arresto di chiunque possieda un abbonamento, alla chiusura di tutte le testate giornalistiche sportive, alla presenza di agenti in borghese nei bar e nelle bocciofile per stanare i nostalgici e punirli con una buona dose di sane bastonate e, con il tempo e tanta buona volontà, all'abolizione della parola "calcio" dai dizionari e dalla memoria collettiva, fino a giungere a una generazione illuminata che non ha vissuto quest'abominio e dunque nulla ne sa, se non qualche informazione frammentaria e discordante passata sottobanco da nonni stupidi.

Il Procuratore di Cremona un giorno disse: "Lavorare sul calcio-scommesse è un po' come svuotare il mare con un cucchiaino (da La Stampa del 5 Giugno 2012).

Infine, se qualcuno ha visto in TV, la sera del 3 Giugno 2012, il film "Lezioni di sogni" si sarà accorto che il calcio giocato nel 1875 e quei calciatori sono lontani da noi e dal calcio odierno anni luce. Quindi, perché non abolirlo definitivamente se lo spirito originale non c'è più?
Nulla è eterno, tutto ha un inizio e una fine, l'epoca del "buon" calcio è finita per sempre, rassegnamoci, siamo realisti, un'epoca è morta per sempre e non possiamo farci nulla!

Insistere vuol dire tenere in vita un moribondo...


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