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Appunti e notizie sul territorio di Arma e Taggia - Antichi Pittori


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Leonoro dell'Aquila, di Finale

Nella prima cappella che trovasi a destra entrando nella Chiesa Parrocchiale di Taggia, v'è un quadro che fu da taluni dei soliti letterati-scrittori d'arte, attribuuito a Ludovico Brea e persino descritto come avente il fondo d'oro. L'Alizeri invece ci fece conoscere al riguardo un interessante atto d'ordinazione trovato nel fogliazzo dell'anno 1510 del notaro genovese Cipriano Foglietta.
Nicolò Molo, cappellano nella Chiesa Parrocchiale di Taggia, commissiona al pittore Leonoro dell'Aquila, di Finale, un quadro di 8 palmi di larghezza per 9 e mezzo di altezza, diviso in tre campi mediante quattro colonne, e colle immagini di N. Signore in mezzo, S. Nicolò a destra, S. Stefano a sinistra; di sotto una pietà con Maria e S. Giovanni; ai lati S. Raffaele e S. Rocco, aggiungendovi, se possibile, ancora le immagini di S. Antonio di Padova e di S. Onofrio.
Ma il quadro esistente è alquanto differente da quello ordinato, perché il quadro fu eseguito senza le numerose divisioni descritte nell'atto d'ordinazione. Se derivasse da suggerimento di chi l'aveva ordinato, o da idea del pittore, non ci è dato sapere. Nel mezzo del quadro v'è il Crocifisso, a destra S. Stefano e S. Nicolò, a sinistra S. Maria e San Giovanni; il fondo del quadro rappresenta il Cielo; e vi risaltano con bell'effetto i nimbi dorati, come pure alcune parti dorate e ricamate della veste di S. Stefano.
Leonardo dell'Aquila fu Gio: Antonio di Finale, era pur chiamato Leonoro, o semplicemente l'Aquilano. Era inscritto al N. 37 della matricola Genovese dei pittori. Pittore più d'industria che d'ingegno e d'abilità, trovayvsi in continue faccende, stracarico di commissioni o ordinazioni di quadri che faceva poi eseguire in tutto o in parte da altri pittori. Eseguì un'ancona di Santa Lucia per la chiesa di Sant'Erasmo di Voltri. Riportiamo l'atto già pubblicato dall'Alizeri:
In nomine domini Amen. D. presbiter Nicolaus Molus capelanus in ecclesia S. Jacobi et Philippi de Tabia ex una parte et mag. Leonoro de Aquila pictor ex parte altera sponte et ex causa infrascripta pervenerunt ad infr. convenium. Videlicet quia dictus Leonorus promisit et se obbligavit dicto presb. Nicolao pingere et facere majestatem unam de tribus spaciis seu campis cum bancheta et quatuor columnis cum frixo cornixono et architrave cum Domino nostro in medio a parte dextra sanctus Nicolaus et a sinistra sanctus Stephanus: in bancheta in medio Pietatem cum S. Maria Dei matre et Beato Johanne: a lateribus banchete S. Raffael ab uno et S. Rochus ab alio cum suis consuetis depicte et si erit posibile facere in dicta bancheta Sanctus Antonius de Padova et Sanctus Inoflius: et que Majestas esse debeat in latitudine parmos octo omnibus computatis et in altitudine parmos novem cum dimidio oibus computat... et quam perficere debeat et construire infra fest. Sancti Michaelis prox. vent.: et que majestas esse debeat valoris ducator. viginti-quinq et plus et minus secundum et prout judicatum fuerit per duas personas intelligentes talles operas elligendos per partes: infra solucionem precii cujus majestatis dictus Leonorus confessus fuit habuisse libras viginti octo Janue et residuum solvere promissit dictus Nicolaus in consignatione dicte Majestatis: Renunciantes etc... Sub pena florenorum decem in quindec. taxata. Testes Connas de Zerbis et luchas de Passano q. Stephani; die lune XVII junii ad banc. mei not.



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