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Appunti e notizie sul territorio di Arma e Taggia - Antichi Pittori


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Pierin Del Vaga, di Genova

Se esista nella Chiesa del Convento dei Domenicani un'opera di Pierin del Vaga, non fu sin'ora ancora accertato; solo se ne trova cenno nei soliti libri di viaggi o guide, scritti per lo più da persone che, benché possano avere l'abilità di scrivere in scelta ed elegante lingua, pur non s'intendono affatto di pittura, e non fanno altro che ripetere le solite frottole, quando non ne inventino delle nuove.
Nella Cronaca del padre Calvi leggesi in margine una nota aggiunta dal Can. Vincenzo Lotti:
(Calvi) In loco ubi orant viri, ex cornu epistolae, in columna est icona Epiphaniae Domini elegantissime elaborata, postea sacellum B. Dominici Patris nostris...
(Lotti) Hanc picturam alii tribuunt Pierino del Vaga, alii verius Alberto Duro, celeberrimis, et probabilius est opus memorati Pierini ut habetur in actis cujusdam capituli huius conventus.
Alberto Durer, di Norimberga, insigne pittore ed incisore, visse fra il 1471 e il 1528.
Pierin del Vaga (Bonaccorsi) nacque a Genova, e visse fra il 1500 e il 1547. Si recò a Roma alla scuola di Raffaele Sanzio, e dipinse nelle Loggie del Vaticano. Ritornato a Genova dipinse nel Palazzo Doria, e insegnò lo stile della pittura romana a Luca Cambiaso, a G. B. Castello, ad Antonio Semino.
Si rimprovera al Pierino, di avere lavorato troppo frettolosamente ed a prezzi vilissimi. Egli teneva presso di sé una vera falange di pittori d'ogni genere e d'ogni qualità che lavoravano come potevano, sotto il suo comando e la sua sorveglianza (Locati. La Pittura, pag. 183).
Benché il Calvi scrivesse la sua Cronaca solamente dopo 75 anni dalla morte di questo pittore, pure non ci parla del suo nome. Ma il libro delle Poste ossia delle Deliberazioni del Consiglio e del Parlamento del Comune di Taggia, dell'anno 1631, ci fa conoscere un fatto degno di essere ricordato, e perciò riportiamo quanto leggesi in quel libro, in data dell'8 agosto:
Convocato publico consilio in legiptimo numero ad presentiam Ill. d. Pretoris... fuit expositum p. D. Dom. Asdenti loco prioris antiani: Signori havendo presentito con molto nostro disgusto che il quadrio dell'epifania che resta nel nostro convento di S. Domenico di mano di Pierino del Vaga come si dice, corra pericolo d'esser portato via in pregiudizio del Comune e della Comunità che ne ha protetione e deve invigilare che le cose del Convento ve stiino né siano delapidate, essendoci massime stato significato da qualche Padre che per assicurare detto quadro sii bene che la Comunità se ne impadronisca per levare ogni occasione presentanea di pericolo, per poi restituirlo sempre e quando detti Padri capitularmente lo richiederanno, proponiamo e lodiamo sii bene deliberare de procurare detto quadro in nome pubblico e levarlo da periglio et elegere persone che lo domandino e ricevano da padri e si depositi appresso persona deputanda per restituirlo come sopra...
et dicta posta fuit aprobata in omnibus calculis albis et deputati iverunt pro recipiendo dicto quadro...
Havuto colloquio col R. P. Gio. Cagnazzo Priore, con li RR f. f. Cornelio da Taggia, Jo, Cherubino da Taggia, f. Pietro da Taggia, elettore, f. Francesco da Massa e f. toma da S. Remo tutti padri capitolari del detto Convento. Informati sopra il desiderio e deliberato del Consiglio si è fatta richiesta di detto quadro per assumerlo dal corrente pericolo. Detto P. Priore ha detto che per parte sua non consente che sia detto quadro portato via altrimenti perché non vi è occasione da dubitare che sia tolto, anzi essendo stato levato da loco da chi non sa, insiste che sia riposto a suo luogo et ivi sia assicurato con ferri chiodi e altro che si voglia e tutti detti padri concordemente dicono che per levare detto quadro dall'imminente pericolo a che può soggiacere d'essere portato via intendono consignarlo alla comunità con le debite caotele d'esserle riconsignato sempre che capitolarmente sarà richiesto essendo stato levato da loco e riposto in salvo d'ordine e consenso loro, altrimenti era portato via indubitamente, e dopo molti ragionamenti detti padri hanno fatto portare detto quadro in piazza, della grandezza parmi 3 e mezzo in netto oltre le cornici dorate dell'Adorazione dei magi e con figurine con tre botte cioè legne de calpe, dipinto in legno, et l'hanno consignato a detti Domenico Asdente Gio. Ardizzone e Franc. Vivaldo antiani deputati del Consiglio pervenuto in detto q. Gio. B. Pasturello depositario presente per osservare la deliberatione del Consiglio suddetto et promisit p. d. RR. PP. ad presentiam d. R. P. Priori que non consentit et pret...l... est ut supra.



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