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Appunti e notizie sul territorio di Arma e Taggia - Antichi Pittori


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Franchino da Reclosio

In seguito alla concessione fattaci dalle Autorità di Taggia, abbiamo potuto scoprire altri documenti molto interessanti per la storia dell'arte in questa regione. Per brevità ci limitiamo però a ricavarne quelle notizie che possono maggiormente interessare i lettori.
Del pittore Franchino da Reclosio poche notizie ci diede l'Alizeri. Sappiamo cioè che fu inscritto al N. 32 della matricola genovese dei pittori; che nel 1494 fu dal padre allogato per sette anni presso il pittore Giovanni Barbagelata per apprendere da lui l'arte della pittura, e che nel 1501 restò orfano con altri due suoi fratelli, uno dei quali, a nome Giambattista, si applicò pure ad apprendere la pittura. Altre notizie non potè l'Alizeri trovare, e perciò suppose ch'egli fosse morto giovanissimo, senza poter eseguire alcun lavoro che potesse dimostrare la sua abilità. I documenti ora scoperti nell'archivio comunale di Taggia sono dunque assai interessanti perché portano nuova luce sulla vita di questo poco noto pittore.
Risulta da un atto del notaro di Triora Matteo Capponi, che il 29 ottobre 1508 gli uomini di Molini di Triora, radunatisi nella chiesa di San Lorenzo, deliberarono unanimi di far dipingere un'ancona da Franchis de Reclosio civis Janne et pintor; e incaricarono i massari della chiesa ed altri, di stabilire i patti col detto pittore, e di fissare la tassazione dei singoli abitanti per contribuire tutti nella spesa occorrente per eseguire quell'opera.
Nello stesso giorno i suddetti incaricati, chiamato il notaro Giovanni Vellio di Triora, fecero convegno con Franchino da Reclosio per facere edificare depingere ac construere pro dicta ecclesia unam magestatem di palmi 14 di altezza e 10 di larghezza, contenente circa 24 figure, e cioè: in mezzo San Lorenzo con due figure d'altri santi per ciascun lato, di sopra una Pietà con San Giovanni e la Madonna ai due lati; in fondo uno sgabello congruum et condecens ipsi magestate nel quale fosse dipinta la vita di San Lorenzo, oppure i dodici apostoli, colla figura di N. S. Gesù. Il pagamento di questo lavoro si stabilì in ducati 40, cioè 5 per caparra, altri 5 dopo eseguito il disegno, 10 quando il quadro fosse pronto per la doratura; i restanti 20 ducati da pagarsi ad opera terminata, per la cui esecuzione si dava tempo due anni.
Ma ecco che un atto del 20 Gennaio 1511, a rogito del notaro Gio. Batta Gastardo, ci fa conoscere che, non avendo il Reclosio adempiuto a quanto aveva promesso da oltre due anni, furono restituite le lire 35 ch'erano state anticipate coi 5 ducati di caparro, calcolandosi ciascun ducato di lire sette.
Le dimensioni grandiose dell'opera e certe condizioni stabilite nell'atto d'ordinazione ci lascian supporre che Franchino fosse un buon artista, e che, essendo egli molto ricercato altrove pei suoi lavori, non avesse il tempo né la convenienza di dedicarsi all'esecuzione del lavoro promesso per la chiesa di Molini. È presumibile però ch'egli abbia eseguito qualche lavoro in questi paesi, e cioè nell'anno 1508.



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